Caratteristiche mineralogiche
L'ossidiana arcobaleno è una varietà di ossidiana che presenta bande cromatiche iridescenti e colorate, causate dalle inclusioni di nanoparticelle di magnetite.
L'ossidiana non è considerata un minerale, poiché è un vetro naturale di origine vulcanica che si formò per il rapido raffreddamento di magmi ricchi di acido silicico. Si tratta di una roccia ignea con alto contenuto di silice e frattura concoide.
Il nome di ossidiana deriva dal latino "lapis obsianus", "pietra ossidiana", nome che deriva da Obsius, un uomo romano, presumibilmente esploratore o naturalista conosciuto, a cui fa riferimento Plinio (s. I d.C.).
Nell'antichità, l'ossidiana era molto apprezzata grazie alla sua frattura concoide, che permette di creare punte molto affilate e strumenti da taglio. Era usata anche come amuleto e come ornamento. Le culture mesoamericane lucidavano l'ossidiana per creare specchi, poiché presenta una lucentezza vitrea e riflettente. Attualmente l'ossidiana viene usata nella realizzazione di gioielli e ornamentazione e nella fabbricazione di lame da taglio per la chirurgia.
Giacimenti
Messico e Stati Uniti.
Proprietà terapeutiche
L'ossidiana arcobaleno è considerata una potente pietra di crescita personale. Come pietra nera viene usata per la protezione, la pulizia e la purificazione. È collegata al 1º chakra, alla Madre Terra, e rappresenta l'integrazione della luce nel mondo terreno, in modo consapevole e dinamico. Si dice che l'ossidiana arcobaleno agisca in modo più dolce rispetto all'ossidiana nera e aiuti a liberare le codipendenze.
L'ossidiana è conosciuta per la sua forza e per le sue proprietà curative. Simbolicamente rappresenta lo “specchio” in cui si riflette la totalità dell'essere, con la sua ombra e la sua luce. Una delle sue caratteristiche è quella di mostrare in modo diretto quegli aspetti limitanti e oscuri di sé stessi, per dare così l'opportunità di sanarli, liberarli o integrarli. Con questo scopo può portare alla luce blocchi, traumi e ricordi del passato. Si raccomanda di prendere coscienza delle sue proprietà e della sua capacità mobilizzatrice prima di usarla.